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Semino fiabe, raccolgo sorrisi

Postfazione all’antologia (AA.VV.)

Vorrei tranquillizzarvi: occuparsi di fiabe, per chi scrive gialli e noir, è meno strano di quanto possa sembrare: “Pollicino” e “Hansel e Gretel”, solo per fare due esempi, non sono forse vicende terribili, nere e cattive?

Anche nelle storie più rassicuranti destinate all’infanzia, comunque, il messaggio di fondo è praticamente lo stesso: i pericoli sono sempre dietro l’angolo e solo l’ingegno, l’intelligenza e il buon senso (ma anche un pizzico di fortuna, questo va ammesso) possono togliere dai guai o aiutare a evitarli. Una regola delle fiabe e del noir ma, soprattutto, della vita.

Questo eccezionale progetto, lo voglio dire, ha dovuto solo invertire due vocali per trasformare questa regola in regalo. Il migliore, il più bello: un sorriso a chi ne ha davvero bisogno.

Un grazie, quindi, a Kiwanis per avermi invitato e agli amici della Giuria per esserci coinvolti a vicenda ma, soprattutto, ai tanti piccoli scrittori e disegnatori che ci hanno offerto le storie più vere, quelle a cui gli adulti non sono più abituati.

I loro principi, grazie al Cielo, sono ancora azzurri e non ballano o cantano in tivù né reclamizzano sottaceti e i loro draghi, senza giacca né cravatta, fanno fuoco e fiamme senza mai parlare di cifre, di crisi e ripresa.

(Marzo 2010)

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