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Nero Lombardia

Il trailer del mio racconto

Il volume sul sito dell’editore

Compralo a prezzo speciale

Dal noir metropolitano, al male della periferia, fino a spingerci ai confini con il Piemonte o in provincia di Varese…

Il Nero Lombardo ha la caratteristica proprio di porsi come una voragine, una sabbia mobile fatta di speranze e illusioni che, in questi anni, ha visto comparare nuovi soggetti che si sono sovrapposti senza cancellarli a quelli della vecchia mala. Più violenza, ferocia, avidità. Contraddicendo chi pensava che l’Italia non è uno scenario adatto al thriller, possiamo sicuramente trovare ogni genere di spunto adatto a creare una storia nera in Lombardia.
(Stefano Di Marino)

Non so se quello che troverete vi piacerà, quello che so è che troverete racconti e suggestioni per tutti i gusti: dal noir metropolitano, al male della periferia, fino a spingerci ai confini con il Piemonte o in provincia di Varese. Racconti, personaggi, voci, storie, luoghi… riconoscibili per chi li frequenta e tutti da scoprire per chi da queste parti non è mai stato.
(
Chiara Bertazzoni)

L’antologia è stata curata da Chiara Bertazzoni e contiene i racconti di Francesco Gallone, Alessandra Arcari, Daniela Basilico, Matteo Fraccaro, Andrea Bosco, Paolo Franchini, Fabrizio Canciani, Sergio Paoli, Matteo Di Giulio, Angelo Ricci, Luca Ducceschi, Eugenio Tornaghi, Alex Panigada, Maria Chiara Signorini, Marina Visentin.

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Prima edizione Marzo 2011 (Perrone editore, Roma)
Isbn 978-88-6316-221-9
Pagg.178 – Formato 13×20
Euro 15,00

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L’incipit del mio racconto “Una sinistra verità”

Era una di quelle notti che ti si incollano addosso, fastidiose. Manni montò in macchina alle tre meno un quarto. Una levataccia, insomma, una delle tante di quel suo mestiere maledetto. Persino oggi, a distanza di settimane, il capo della Mobile ricorda ancora l’aria pesante di quelle ore di inizio agosto, ore difficili da respirare e da vivere, una specie di cappa scura, identica a quella che scoprì distesa sul vecchio albergo abbandonato, su quella costruzione malconcia, ma sempre affascinante. Progettato e costruito a pochi anni dal primo conflitto per accogliere il turismo d’élite, infatti, il gioiello del liberty domina Varese ancora oggi, nonostante l’assurda incuria che lo violenta da più di quarant’anni.
Sapucci, il vice ispettore che l’aveva tirato giù dal letto con una telefonata tanto breve quanto improvvisa, passò a prendere Manni con la 159 di servizio, quella più nuova in uso alla questura, ma neppure il condizionatore e la ventola al massimo riuscirono a fare granché. Era come se quella notte più nera dell’inchiostro si divertisse a incollarsi alle persone solo per portarle con sé. E trattarle male. (…continua…)

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Nota importante

La location del mio racconto è stata scelta dai lettori di “VareseNews” mediante un entusiasmante sondaggio online.

Per scoprire qualcosa in più sul “Grand Hotel Campo dei Fiori”, che vi invito sin da ora a visitare, potete dare un’occhiata alla pagina presente su Wikipedia o al sito Arte liberty in Italia curato da Massimo Matteoni.

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  1. In TV con “Nero Lombardia” « Paolo Franchini

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