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Lombroso: una teoria dell’uomo

Lombroso: una teoria dell’uomo
Tra attualità, scienza, storia e arte

La tesi della varesina Giulia Baj (anno 2009/10) comprende anche un’intervista a Paolo Franchini e menziona il suo romanzo “Soprattutto la notte”

(…) Mi ha particolarmente interessato, a questo punto del mio percorso, cercare di attualizzare l’utilizzo delle teorie della fisiognomica in autori contemporanei. Lo studio delle opere di Dickens e Doyle, che aveva già attirato il mio interesse per questa tematica, è stato attualizzato. Ho pensato, infatti, che sarebbe stato stimolante verificare se qualche attuale scrittore di gialli o noir abbia in qualche modo attinto dalla fisiognomica o da suoi risvolti nel pensare e raccontare i propri personaggi.

Mi sono perciò rivolta a uno scrittore varesino, che ho contattato e al quale ho chiesto, sebbene non mi conoscesse, la disponibilità a conversare con me sul tema. Paolo Franchini ha accettato questo strano, ma a suo parere curioso, invito di una studentessa e perciò l’ho intervistato.

Intervista allo scrittore varesino Paolo Franchini (conosciuto anche come “pallido narratore di vicende a tinte forti”)

D. Come può essere interessato alle teorie lombrosiane uno scrittore di noir?
R. Da scrittore (di storie in genere, non solo di noir), devo ammettere che trovo le teorie lombrosiane alquanto suggestive, soprattutto perché permettono agli autori di ‘giocare’ parecchio con chi legge un libro o guarda un film, ma anche con le vicende a cui si lavora.
I personaggi e le loro caratteristiche peculiari, sia comportamentali sia fisiche, sono d’altronde gli ingredienti basilari di tutte quelle ricette fatte di fogli di carta e inchiostro oppure di immagini.

D. Quello della narrativa non è un ambito strettamente scientifico: è dunque possibile “giocare” sul rapporto tratti fisici-carattere?
R. Sarebbe stupido negare che l’aspetto fisico non influenzi – anche se ‘solo’ a livello inconscio – il lettore o lo spettatore: una donna incantevole, d’istinto, incute meno timori di un uomo con il naso storto, la fronte sporgente e gli incisivi sbilenchi. Non è detto, però, che la cattiveria si annidi sempre e solo nel brutto…
La vita di tutti i giorni, d’altronde, ce lo insegna. E fa bene a farlo, secondo me. Senza giungere ai delitti più efferati, è sufficiente pensare ai tanti crimini che vengono commessi in varie parti del mondo, ad esempio, in alcune banche: da gente di bell’aspetto che indossa la cravatta, non da esseri ripugnanti nonostante il passamontagna.

D. Uno scrittore giovane prende dunque le distanze da Lombroso?
R. Mi fa sorridere e non poco immaginare Cesare Lombroso e i suoi studi al giorno d’oggi: per lui, all’epoca, persino i tatuaggi erano da considerarsi un segno di devianza, di assenza di moralità. Figuriamoci cosa avrebbe teorizzato vedendo i mille piercing odierni, allora.

D. Però un po’ di Lombroso non ci sta male in un racconto noir avvincente?
R. Tutte queste teorie, da quelle lombrosiane a quelle portate avanti dalla fisiognomica o dall’eugenetica, servono a chi racconta storie per confondere le carte in tavola, per far imboccare di proposito una strada errata, per illudere chi legge, per regalare un’emozione inaspettata o per assestare un colpo veramente basso. Per contribuire anche alla costruzione di quello che viene definito ‘colpo di scena’, insomma.

D. E quindi ci sta anche un grazie a Lombroso?
R. Concludo con una battuta: se ringrazio oggi Cesare Lombroso, qui lo confesso, è solo perché ha teorizzato l’esistenza di un nesso rigoroso e indiscutibile fra il pallore di un individuo e la sua innata – e dannata – genialità.

Bibliografia

Lucia Rodler, Il corpo specchio dell’anima, Milano, Bruno Mondadori, 2000

I bimbi di Arona, le prime “cavie” lombrosiane, in “La Prealpina”, 16/05/10

Mario Baudino, Il Sud contro Lombroso, in “La Stampa”, 06/052010

Eric Bietry-Rivierre, «Admettre que tout meurtrier puisse être notre semblable », in “Le Figaro”, 15/052010

Robert Badinter, Delitto e Castigo, catalogo, Parigi, coedizioni Gallimard/Musèe d’Orsay, 2010

Vittorio Sgarbi, Arte, Genio, Follia, catalogo, Siena, edizioni Mazzotta, 2009

Giovanni Verga, Vita dei campi, Milano, Treves, 1880

Cesare Lombroso, L’uomo delinquente, Milano, Hoepli, 1876

Arthur Conan Doyle, Uno studio in rosso, 1887

Charles Dickens, Hard Times, 1853

Paolo Franchini, Soprattutto la notte, Milano, edizioni A. Car s.r.l., 2008

Per contattare Giulia Baj: giulia.baj@alice.it

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