Skip to content

Mondo Rosa Shocking, 07/01/2014

07/01/2014

logo-mrsRoba da zombie. Intervista doppia a Chiara Poli e Paolo Franchini
Abbiamo intervistato i curatori di Morto e mangiato, antologia da brividi a fin di bene

Il vostro progetto di antologia benefica a favore di AISEA e AST si chiama Morto e mangiato. Che cosa avete intenzione di darci in pasto?
Chiara: Un’ampia scelta di racconti brevi a tema zombie, scritti da un branco di affamati autori pronti a mangiare anche noi, in caso di necessità.
Paolo: Un menu leggero, direi: solo 100 e rotte portate, dall’antipasto all’ammazza-caffè. Che poi, trattandosi di zombie, alla fine tornerebbe in vita anche lui… Scherzi a parte, si tratta di 116 storie storie regalate da altrettanti autori con il solo fine di fare del bene al prossimo. E un po’ a se stessi, in fondo. Tutto il ricavato, infatti, viene devoluto a due Onlus, la A.I.S.EA e la AST, che si occupano di malattie rare.

Quanta paura vi fanno le storie di zombie?

Chiara: Tantissima. Io faccio scorpacciata di zombie (film, libri, serie tv) da decenni, nel tentativo di esorcizzare la paura. Il risultato è che tutto il mio lavoro sulla serie tv The Walking Dead mi ha generato una quantità invereconda di incubi che mi vedono in fuga dai morti viventi. Forse il tentativo di esorcizzare non sta funzionando. Inizio a sospettarlo.
Paolo: Non molto, devo essere sincero. Mi spaventano di più le vicende davvero plausibili, quelle che potrebbero accadere proprio sul mio pianerottolo. Anzi, facciamo sul vostro. Visti i tempi, non si sa mai.
Qual è la storia più paurosa (racconto, romanzo, cronaca) che ha a che fare con degli zombie, fantasmi, morti viventi e cose simili che abbiate mai letto o visto al cinema?
Chiara: Il film è sicuramente il classicissimo Zombi di Romero. Semplicemente perché l’ho visto che avevo qualcosa come undici anni e ancora oggi mi ricordo il terrore. Poi, sapete, una volta gli undicenni non erano “sgamati” come quelli di oggi. Non c’era internet… Per i libri, direi “Pet Sematary” di Stephen King. Terrificante, perché lessi anche quello in giovanissima età (ero una giovane fanatica di horror… che poi dormiva con la luce accesa).
Paolo: Il film L’esorcista, all’epoca mi ha fatto saltare un paio di volte sul divano. Ricordo bene quella proiezione abusiva (ma premeditata) in VHS, a casa di amici. Ero un giovinetto che dormiva ancora con la luce accesa, d’altronde. Roba d’un paio di anni fa, insomma. Ancora oggi, mi torna sempre in mente qualche scena di quelle “toste” grazie alle note della leggendaria Tubolar bells di Mike Oldfield, il brano che regala il tema al film. Passa poche volte alla radio, ma è una canzone spettacolare a prescindere dalle atmosfere horror che riesce a portarsi con sé.

Un posto che esiste nella realtà e che vi mette paura perché non stentate a immaginare che lì potreste incontrare uno zombie.

Chiara: Che domande! Ovviamente casa mia, di notte. Soprattutto se mio marito si alza per andare in bagno. Quando è mezzo addormentato non parla, grugnisce, e barcolla anche un po’…
Paolo: Di fronte alla vecchia casa in cui viveva mia nonna, si affacciavano le finestre della bottega di un falegname morto qualche tempo prima. Tutto era rimasto come l’uomo l’aveva lasciato. Dagli attrezzi sul banco, alla bottiglia d’acqua sulla mensola accanto alla porta, al calendario appeso alla parete. Bastava avvicinarsi e sbirciare oltre i vetri sporchi per respirare l’odore della segatura e… del terrore.

Uno zombie famoso che vi piacerebbe incontrare… Che cosa gli direste?

Chiara: Io vorrei tanto dire a Bill Murray che la sua interpretazione di (finto) zombie in Benvenuti a Zombieland non ha eguali. Roba da far impallidire i Ghostbusters.
Paolo: Mi piacerebbe far due chiacchiere con Freddie Mercury, davanti a una tazza di tè, per sapere se Elvis Presley è morto sul serio o meno.
Qualcosa di voi che potrebbe spaventare persino uno zombie: una qualità, una dote, una mania, un modo di arrabbiarsi in particolari circostanze, ecc. ecc.
Chiara: Tu prova a mandarmi uno zombie sotto casa mentre sto guardando una delle mie serie tv preferite e vedi come lo concio. Del resto, sono una “maniaca seriale”…
Paolo: Il mio pallore, mi sembra ovvio.
La storia di Morto e mangiato che più vi ha fatto paura è quella scritta da…?
Chiara: Ho apprezzato diversi racconti per ragioni diverse. Ma nessuno mi ha “fatto paura”: quasi tutti hanno colto l’ironia insita nel progetto. Probabilmente pagherò questa affermazione di coraggio con un bell’incubo a base di zombie.
Paolo: Mi avvalgo della facoltà di non rispondere, il mio ruolo di curatore me lo impone.
E quella più divertente?
Chiara: Quella che fa la parodia di MasterChef. Imperdibile.
Paolo: Di nuovo, il mio avvocato d’ufficio mi prega di tacere.
Avete scritto anche voi una storia per la raccolta? Come si intitola? Che cosa ve la ha ispirata?
Chiara: Io ho scelto di dedicarmi agli zombie con l’antipasto, l’introduzione al testo. Solo che poi Franchini ha scritto la sua, di introduzione, molto più concisa, e mi ha fatto sembrare una prolissa fanatica di zombie. Cosa che in effetti sono, ora che ci penso.
Paolo: Nel precedente volume benefico “365 storie cattive”, mi sono celato dietro uno pseudonimo. Questa volta, invece, ho tenuto la biro in tasca. Forse.
Cosa volete dire agli autori che hanno donato un racconto al progetto, ora che il libro è pronto grazie anche al loro contributo?
Chiara: Non possiamo fare altro che ringraziarli, di cuore.
Paolo: Come ho scritto nella prefazione al libro, getto sul tavolo una manciata di lettere. Poche. Sei. Per scrivere la parola “grazie”.
So che a Chiara piace il rosa, colore della nostra testata, e Paolo non disdegna questa tinta per le sue camicie. Ci regalate una frase da zombie in cui il rosa è protagonista?
Chiara: Mi viene in mente la riflessione sull’amore di Columbus, il protagonista di Zombieland: “Non ci si può fidare di nessuno: la prima ragazza che faccio entrare nella mia vita cerca di mangiarmi…”.
Paolo: Una gran bella ragazza. Alta. Bionda. Gli occhi celesti. La pelle rosa. Dai topi.
Chiara, dì qualcosa a Paolo per farlo spaventare…
Se non ti comporti bene, lo dico al temibilissimo Lord Whirlpool. E poi vedi!
Paolo, dì qualcosa a Chiara per farla spaventare…
Ciao. Sei pronta per la prossima antologia benefica?
Annunci
No comments yet

Lascia un commento, se ti va

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: