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Nero Italiano, 21/04/2012

21/04/2012

Consigli a un (aspirante) autore noir

Noir Italiano è da sempre al fianco di autori emergenti, cercando di aiutarli nel difficile mondo della scrittura e della pubblicazione. In questo articolo abbiamo raccolto la “summa” dei consigli che gli autori intervistati hanno elargito a piene mani. Perle di saggezza da non perdere e da leggere e rileggere! Per questo a fine pagina troverete anche il pdf da scaricare e diffondere. Buona lettura!

Paolo Franchini (autore e curatore del blog Varese noir)

“Il consiglio che mi permetto di dare sempre a tutti quelli che mi rivelano di scrivere o di voler iniziare a scrivere: leggi e rileggi, tanto e sempre. E libri e non solo, intendo. Quello che scrivono gli altri e quello che scrivi tu stesso. Di nuovo, quindi, sii curioso e spietato. In questo caso, soprattutto con il tuo lavoro.”

Andrea Villani (autore de “La notte ha sempre ragione”)

“Un romanzo noir non dovrebbe essere scritto per essere tale. Per essere noir. Trovo odioso il fatto di “decidere di scrivere noir”. A me lo hanno detto gli altri che alcuni miei libri sono noir. Io scrivo storie. Perlopiù d’amore. E la morte ne fa parte.”

Valerio Villa (titolare de La Ponga edizioni)

“Scrivere di ciò che si conosce non solo aiuta a essere più credibili, ma permette di perdere meno tempo in tediose ricerche e a focalizzare la mente solo sulla scrittura. Che se non sbaglio è quello che deve fare uno scrittore.”

Massimo Rainer (Autore di “Chiamami Buio”)

“Il noir ha bisogno di trame d’acciaio per essere credibile. Piuttosto è la vittoria della verosimiglianza sulla fiction fine a se stessa.”

Davide Giansoldati (guru di scrittura creativa)

“Scrivere Noir, significa calarsi nel Noir, respirare il noir, essere noir. Giorgio Gosetti il patron del Noir in Festival di Courmayer ha detto una volta. “Il noir non è un genere. È un colore, uno stato d’animo, una sensazione”.  Adoro questa definizione: il noir è un colore che pervade la scrittura stessa che lo racconta, le pagine bianche diventano nere di testo, di frasi, di tensione, di toni cupi, grigi, da “black rain”. Non c’è spazio per il rosa, non c’è spazio per il giallo o l’arancio o il bianco latte. Nel noir anche la purezza del bianco sfuma nel bianco sporco, nel grigio: lentamente si corrompe, penetra come subdola ruggine che impregna tutto. Questo è il noir: essere noir, concentrarsi sull’essere noir fino a quando non si passa dal fare noir all’essere noir in modo consapevolmente inconscio.”

Barbara Baraldi (autrice di “Scarlett”)

“Un autore noir deve ignorare le mode e cercare la propria unicità, la voce che ci rende riconoscibili. Di scrivere ogni giorno, perché la scrittura va corteggiata con costanza o finisce per voltarti le spalle come un’amante tradita. Di essere severi con se stessi: qualcuno prima di me ha detto che scrivere significa riscrivere (eppure ci sono autori che non si rileggono neppure). E di scrivere nel linguaggio in cui il libro vorrebbe leggerlo.”

Rosa D’Emidio (titolare de Eclissi editrice)

“Un noir che merita di essere pubblicato deve avere una buona storia. Un buon ritmo di scrittura. Coerenza. Ambientazione. Un finale che non deluda. Non prendersi troppo sul serio. Ma, soprattutto, una buona storia. Leggo troppi manoscritti con tanti effetti speciali, ma senza trama, senza personaggi, senza spazio e tempo.”

Mauro Marcialis (autore de “La strada della violenza”)

“Per un autore noir leggere è importantissimo, ma non sarei così categorico. Esistono talenti incredibili che hanno avuto con la lettura un approccio marginale. Le magie di certe voci non hanno bisogno di alcun tipo di riferimento, a cominciare (paradossalmente) proprio dalla grammatica.”

 Virginia Less (autrice di “Mal di mare”)

“L’esordiente deve trovare un editore, si capisce, il che richiede impegno e perseveranza. Non per proporsi a raffica, ma per ricercare e scegliere quelli adatti al suo tipo di scrittura. Autodafé, che ha gradito il mio “Mal di mare”, l’ho selezionato con cura. Negli ultimi tempi mi sembra però che i piccoli si siano moltiplicati, con vantaggio apparente degli esordienti. Uso l’aggettivo perché la proliferazione accentua il rischio dell’insignificanza: dall’euforia l’autore divenuto ‘emergente’ può passare velocemente alla delusione. La capacità di penetrazione nel mercato di un piccolo editore è molto limitata e, per quanto ci si possa impegnare di persona, l’agognata esposizione in vetrina avviene che rimanga episodica. Andrebbero valutati anche pregi e difetti del self- publishing, OT in questa occasione.”

Franco Forte (direttore de “I Gialli Mondadori”)

“I consigli che do sono quelli più banali e scontati, perché sono anche i meno seguiti: leggere, leggere, leggere. E scrivere, scrivere, scrivere. Dopodiché cominciare a confrontarsi con il mondo professionale, trovando ambiti gestiti non dai soliti dilettanti improvvisati del web ma da chi conosce davvero il mondo editoriale, per avere riscontri concreti.”

Sergio Vanni (autore di “Classica, moderna , criminale”)

“Un autore noir deve leggere, leggere, leggere. Poi rileggere. E’ soltanto ad una seconda o terza lettura che si entra nei meccanismi di un autore, e si impara.”

Matteo di Giulio (autore di “Quello che brucia non ritorna”)

“Non bisogna accontentarsi di una trama ben confezionata con personaggi e dialoghi funzionali ma di osare di più e cercare nei meandri della cronaca gli spunti per una storia forte, che sia viva.”

Evelina Parodo (redazione de “Aisara editrice”)

“Un noir pubblicabile dev’essere un libro che ha qualcosa da dire, capace di resistere al tempo della lettura, un libro che si rilegge volentieri, o deve dare una versione diversa di quello che abbiamo da sempre sotto gli occhi. Offrire il privilegio di una prospettiva diversa sulla realtà che ci circonda.”

Veronica Todaro (titolare di “Todaro editore”)

“Credo ci sia un errore diffuso tra tutti gli  aspiranti scrittori: leggere troppo poco. Salvo rarissime eccezioni, non puoi saper scrivere se non hai letto molto. E a volte non è sufficiente.”

Cristiana Astori (autrice di “Tutto quel nero”)

“Non commettere errori non è noir. Il noir è confusione. Le storie pulite e perfette non sono più noir.”

Eliana Corrado (titolare de “Scrittura&Scritture”)

“Un noir che merita la pubblicazione deve spiccare per ritmo, deve essere avvincente, la soluzione del caso deve essere plausibile, l’ordito deve ben costruito, senza che ci siano buchi o conclusioni troppo affrettate. Se a tutto ciò si aggiunge anche una bella scrittura…ma questo vale per tutti i testi, non solo i gialli.”

Grazia Verasani (autrice di “Quo vadis, baby?”)

“Un autore noir deve innanzitutto essere capace di scrivere, al di là del genere letterario che affronta. Consiglierei di leggere tutto Edgar Allan Poe, Patricia Highsmith, Izzo, Carlotto, Chandler ma anche Charlotte Bronte (“Jane Eyre” è un grande romanzo noir).”

Antonio G D’Errico (autore di “Il discepolo”)

“Scrivere quando si è certi di aver raggiunto l’onestà di farsi interprete di ciò che deve apoditticamente essere narrato, che non può essere lasciato all’incuria e alla dimenticanza. Costruzioni , cliché, canoni stilistici consigliati, algoritmi, sono sufficienti a rendere manifesta l’inutilità dell’impegno e del piacere di una passione che non sa di doversi adeguare agli eccessi di chi sta dietro e al di sopra dell’opera da compiere: sono le voci di chi reclama la ribalta che scandiranno roboanti verità oppure becere follie.”

Sandrone Dazieri (autore dei romanzi con protagonista “Il Gorilla”)

“Il mio consiglio è lo stesso che darei a chiunque voglia scrivere qualsiasi cosa. Fallo solo se pensi che sia un’esigenza irrinunciabile, e fallo nel modo più serio e professionale possibile, anche se non ti sta pagando nessuno. Ho orrore dei dilettanti, degli hobbisti.”

In caso, il migliore dei consigli possibili è:

Seguire NOIR ITALIANO, per rimanere aggiornati sul mondo del noir “made in Italy”!

Scarica l’articolo in formato .pdf. Da conservare e studiare!

http://noiritaliano.wordpress.com/2012/04/21/consigli-a-un-aspirante-autore-noir/

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