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Frasi

Le dico, è vero, ma spesso le penso soltanto.
Ora non più.

  • Chi si ama si scrubba.
    (claim per “Unique Alta Cosmesi”)
  • La gente, d’estate, si fotografa i piedi e li mette su Facebook. D’autunno, la gente fa lo stesso, ma con i funghi che trova. Il prossimo step saranno i piedi con i funghi di quelli che vanno in piscina.
  • Per chiudere le scatole dei vibratori serve il nastro da pacchi.
  • Quando si tratta di fare sesso, George Michael ed Elton John non guardano in faccia a nessuno.
  • Mi chiedo spesso se i piazzisti del Folletto siano davvero pieni di aspirazioni.
  • Cambiano i tempi, purtroppo: oggi uccide più la benna che la spada.
  • E’ tutto un magna-magna: più che una legge bavaglio, servirebbe una legge bavagliolo.
  • Il mostro di Firenze, a Santo Domingo, avrebbe avuto dei compagni di merengue.
  • Baricco? Barocco.
  • Severino Gazzelloni? Mi fa andare il flauto di traverso.
  • Il Kinder è uno stile di vita. Peccato ne aumenti la circonferenza.
  • La storia si arena solo quando lo scrittore è già un pollo.
  • Gli autolesionisti non fanno la fortuna dei carrozzieri.
  • Quasi tutti gli assassini ammazzano persone a mani nude, a meno che le vittime non siano sciatori. O casalinghe impegnate a lavare i piatti.
  • Il ponte dell’Immacolata non è una reliquia.
  • L’amore non è altro che una lunga giornata al luna park: il su e giù di un ottovolante che ti sconvolge lo stomaco, la dolcezza dello zucchero filato che ti incolla le dita, la competizione esasperata del tiro al bersaglio, la paura gioiosa del castello delle streghe, l’inganno divertente del labirinto degli specchi. Alla fine, però, spesso non rimangono che i lividi del calcinculo.
  • Altro che Milano da bere: questa è una Milano da bare. Morti ammazzati, traffici loschi, donnette allegre, killer spietati e mezze cartucce. Non manca nulla.
    (dalla recensione a “Milano Calibro 9″ di G. Scerbanenco)
  • Perché un racconto noir viva come si deve, qualcuno deve pur essere ammazzato. Non è colpa mia.
  • Io sono molto più di Paulo Coehlo: sono un Coehlone fatto e finito.
  • I ricordi sono paracarri: se ci resti troppo sopra, prima o poi ti fa male il culo.
  • Alle sette, d’inverno, a Varese è già notte. Meglio così.
    (da “L’uomo col toscano”)
  • La musica di **** è come una scoreggia: piace solo a chi la fa.
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